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"IL
MEETING REALE" di
Cranston2006
Riassunto: I
ragazzi incontrano un ragazzo misterioso che li invita ad un meeting alieno a San Diego.
Lot si svegliò in un bagno di sudore. Era la prima volta che veniva sulla Terra e il trasferimento fu abbastanza atroce per lui. Sognò di nuovo la guerra e la sua morte nel tentativo di salvare il re. Non sapeva come fossero morti i quattro reali. Lui era già morto quando loro persero la vita. Poi però era stato richiamato e adesso aveva un compito importante. Un compito per il quale si era addestrato da tutta una vita. Appena sveglio, chiamò subito l'aereoporto per prenotare un volo. Voleva essere a Roswell il più presto possibile.
Lot entrò al Crashdown e si sedette ad un tavolino vuoto. Sapeva che i quattro reali erano lì e li cercava con gli occhi. Aveva visto il loro volto terrestre nei suoi sogni. Li cercò nel locale ma non li trovò. Ad un certo punto arrivò una ragazza al suo tavolino.
- Vuole ordinare qualcosa? - chiese Liz.
Lot sentì il suo stomaco brontolare. In effetti non aveva ancora mangiato nulla da quando era arrivato sulla Terra. Diede un occhiata al menu.
- Una cosmic cola, un will smith burger e patatine al kutchup - disse. Aveva visto un ordinazione simile in tv la sera prima e non aveva la più pallida idea del gusto che potessero avere i piatti che aveva appena chiesto.
Aveva appena finito di mangiare e aveva trovato tutto buonissimo. Ma a quel punto la sua attenzione fu attratta dai tre ragazzi che erano appena entrati. Erano Max, Isabel e Michael. Poco dopo entrarono anche Kyle e Tess e tutti si sedettero al tavolino dove già da una mezz'oretta buona era seduto Alex.
- Ciao, ragazzi. Ciao, Isabel - disse Alex vedendoli.
- Ciao, Alex - Isabel salutò l'amico dandogli un bacio sulla guancia.
- Hey ragazze, io ho fame - fece Kyle rivolto a Maria e Liz che si avvicinavano per salutare.
- Il solito Kyle - rise Tess.
Lot si avvicinò ai ragazzi intenti a salutarsi e a scherzare.
- Max Evans - chiese Lot al gruppo anche se sapeva già chi era di loro.
Max lo guardò e rispose - Sono io - Così Lot continuò col suo personale appello.
- Isabel Evans, Michael Guerin e Tess Harding - elencò.
- Chi sei? Che cosa vuoi da noi? - il tono di Michael era minaccioso e preoccupato.
- Devo parlarvi. In privato. E' importante. - disse Lot.
- Chi sei? - insistette Max.
Lot non voleva parlare davanti a Kyle, Maria, Liz e Alex. Non aveva la più pallida idea di chi fossero.
- Si tratta delle vostre origini, - cercò di spiegare - di Antar -
- Antar? - gli alieni si guardarono stupiti e accettarono di uscire dal locale con lui.
I ragazzi, radunatisi vicino alla jeep, guardarono il misterioso ragazzo che sembrava sapere qualcosa di Antar. Era alto, con un fisico asciutto, capelli neri corti e occhi azzurri. Dimostrava di avere solo qualche anno in più di loro
- Cosa sai di Antar? - chiese Michael che non si fidava molto.
- So che voi siete i quattro reali morti durante la guerra con lord Kivar e resuscitati in qualche modo sulla Terra per riportare un giorno la pace sul pianeta - rispose Lot.
- Tu invece chi sei? - chiese Tess.
- Il mio nome è Lot. Ero il capitano delle guardie reali. La mia missione era quella di proteggere i quattro reali. Ho dato la mia vita per questo. La regina madre ha deciso di premiarmi - spiegò il ragazzo.
- Regina madre? - chiese Isabel.
- La madre di re Zan e della principessa Vilandra. - Lot guardava ora Max e Isabel. - Per intenderci, vostra madre -
- La regina madre mi premiò facendomi diventare un avatar - continuò.
- Cos'è un avatar? - chiese Michael.
- E' una via di mezzo tra una persona e uno spirito. Può diventare materiale o immateriale secondo la sua volontà - spiegò Lot. - Dopo la mia, chiamiamola resurrezione, la regina madre mi ha eletto suo consigliere personale -
- Perchè non sei venuto prima? - chiese Max.
- Sono stato inviato sulla Terra dopo la morte di Nasedo. Devo prepararvi per il meeting reale - rispose Lot. Ripensò alle settimane che aveva passato prima di incontrarli. Il suo corpo ci aveva messo un po' ad abituarsi al nuovo pianeta.
- Il meeting reale? - fece Tess stupita.
- Abbiamo già partecipato ad un meeting ed è stato un vero fallimento - Max ricordava ancora quando andò a New York con Tess e i cloni di Michael e Isabel. Quella volta aveva rifiutato di scendere a patti con Nicholas e c'è chi gli aveva detto "oggi ti sei fatto molti nemici". I due cloni avevano anche tentato di ucciderlo.
- Quello era organizzato dalla federazione. Questo invece è organizzato dalla regina madre su mia idea. Ma sarete informati di tutto a tempo debito. Il meeting sarà a fine settimana e nel frattempo io vi darò le informazioni necessarie per affrontarlo senza problemi. - Lot vide che i ragazzi erano alquanto confusi.
- Sentite. Capisco il vostro stato d'animo ma vi assicuro che io sono dalla vostra parte. Ora è meglio se per il momento chiudiamo qua. Da quando sono sulla Terra non ho avuto modo di farmi una dormita decente e voi dovete un po' riprendervi. - Lot se ne andò senza neanche ascoltare le loro domande e il loro disappunto. Sapeva che presto sarebbe tutto finito e quindi non era una buona cosa fare tutto di fretta. Loro avevano bisogno di assorbire e lui di dormire. Già dormire. Dopo il pasto aveva sentito addosso tutta la stanchezza degli ultimi decenni e quasi quasi stava per lasciare il Crashdown senza neanche parlare con loro. Ma il senso del dovere era stato più forte di lui. Ora invece lì aveva lasciati li come se avessero chiaccherato del più e del meno.
- Tu gli credi Max? - chiese Tess quando Lot se ne fu andato.
- Non abbiamo altra scelta - rispose Max.
- Che tipo strano però - notò la ragazza. - Se n'è andato come se niente fosse lasciandocì più dubbi che certezze -
- E ora che facciamo? - chiese Isabel.
- Aspettiamo. Non possiamo fare altro - rispose il fratello.
Max e gli altri non si erano più fatti vivi da quando il misterioso ragazzo li aveva portati fuori dal Crashdown. Ma il giorno seguente lo stesso Max organizzò una riunione in cui fu invitato anche Lot. Appena quest'ultimo arrivò, notò subito la presenza di Kyle, Maria, Alex e Liz e non ne capì il motivo.
- Loro che ci fanno qui? - chiese subito.
- Loro sono a conoscenza del nostro segreto - rispose Max.
Lot fu molto stupito. Era una cosa che non si aspettava. Ma dopo tutto non era poi così strano che i quattro reali si fossero fatti una vita sulla Terra. E comunque ciò non andava contro i suoi piani.
- Allora che succede? - chiese Kyle.
- Lui è Lot, era il capitano delle guardie reali su Antar e aveva l'ordine di proteggerci - spiegò Max.
- A quanto pare non ci sei riuscito molto bene - notò il figlio dello sceriffo.
- Ho dato la mia vita per loro - rispose Lot con una punta di disprezzo.
- Ora vuole che partecipiamo ad un meeting questo fine settimana - disse Michael.
- L'avete già fatto ma non ha funzionato - obiettò Liz.
- E se fosse una trappola? - aggiunse Maria - E se lo mandasse Kivar? -
- Non è una trappola. Ma l'unico modo per farla finita a tutti questi decenni di guerra. Nessuno più di me ci tiene al re e alla famiglia reale - replicò Lot.
- Parlaci del meeting - lo esortò Max.
- Come sapete lord Kivar ha dalla sua parte la maggioranza degli antariani. Tra essi non ci sono solo i suoi fedelissimi ma anche quelli della principessa Vilandra e coloro che speravano che lord Rath prendesse il posto di re Zan sul trono e ne sono rimasti delusi. Invece la minoranza sono quelli ancora fedeli al re e al suo braccio destro. E loro si sono radunati sotto il commando di Lord Zoltar che fa le veci del re - spiegò Lot.
- Lord Zoltar? E chi sarebbe? - chiese Alex.
- E' il cugino del re. Fin dalla nascita è stato educato per diventarne il braccio destro ma il matrimonio tra lord Rath e la principessa Vilandra ha scombussolato un po' i piani - rispose Lot.
- Quindi alla fine di tutto qual'è il senso di questo meeting? - chiese Michael.
- Ora ci arrivo. Primo: riunite tutti i vostri fedeli sotto un unico esercito agli ordini vostri e di Lord Zoltar. Secondo: appoggiate Zoltar come nuovo re alla fine della guerra. Terzo: su questi presupposti fate un accordo con lord Larek dato che potreste aver bisogno di un aiuto in più. Lord Zoltar è molto ben visto sia dalla popolazione di Antar sia dalla federazione - spiegò Lot.
- Ed è tutto così facile? - Michael era un po' dubbioso.
- Naturalmente oltre a presentarvi al meeting che si terrà a San Diego, dovrete anche tornare su Antar per la vosta abdicazione - rispose Lot.
- E dopo? Potremmo tornare sulla Terra? - chiese Max.
- Beh dovrette partecipare anche all'esecuzione di lord Kivar e all'incoronazione del nuovo re - spiegò Lot perplesso - ma dopo potrette tornare a casa e continuare le vostre vite come gente normale. Quindi senza poteri alieni -
Lot se n'era andato da un pezzo. Nessuno aveva parlato. Il misterioso ragazzo si era presentato ed aveva messo in piazza quella proposta che avrebbe reso tutti contenti ma sembrava troppo facile. Il dubbio di Maria sulla sua vera natura era più che mai leggittimo.
- Non vi rendete conto che potrebbe essere una trappola? - insistette Maria.
- Certo che ce ne rendiamo conto, tesoro - disse Michael in tono ironico.
- Max - Liz guardava l'amato e lo stesso facevano Isabel e Tess.
- Dobbiamo scoprire tutto quello che possiamo su di lui - decretò il ragazzo.
- Come? - chiese Kyle.
- Michael, Kyle e io andremmo dallo sceriffo Valenti. Isabel invece entrerà nei suoi sogni stanotte. - ordinò l'alieno.
- Che cosa dovremmo scoprire? - chiese Kyle.
- Non lo so - rispose Max preoccupato.
I ragazzi si recarono all'ufficio dello sceriffo.
- Che ci fate da queste parti ragazzi? - Valenti diventava sempre dubbioso quando vedeva i giovani alieni. Sentiva aria di guai.
- Papà, abbiamo bisogno del tuo aiuto - inziò Kyle.
- Vorremmo sapere se c'è qualche persona nuova in città - disse Max.
- Persone nuove? Mmm non credo fatemi pensare - mormorò lo sceriffo - Come mai vi interessa? -
- Diciamo che ci piace socializzare - scherzò Michael.
Lo sceriffo non indagò oltre. A Max e Michael non piaceva raccontare le loro storie aliene. Si sarebbe informato dal figlio più tardi.
- C'è un certo Rob Frost che è arrivato ieri sera. Non credo sia un turista perchè quelli arrivano a gruppi e non siamo nemmeno in periodo turistico. Ma finchè non fa nulla di male... - rispose.
- Ha parlato con lui? - chiese Max.
- No - disse Valenti.
- Può fare un controllo su di lui al computer? - chiese Michael.
- Mmm d'accordo - accettò l'uomo.
Accese il suo pc e in un apposito programma digitò "Rob Frost". Il computer rispose che la ricerca era troppo generica.
- Provi con la città di provenienza, San Diego - lo incitò Max.
Stavolta il computer espose un "file not found". Poi improvvisamente apparve la scheda di Frost.
- E' lui - disse Michael guardando la foto.
- E' pulito - notò Valenti. Ma vide che i ragazzi non erano contenti. - Se volete vado a parlargli oggi stesso -
- No, meglio di no. Non sappiamo che tipo sia. Potrebbe anche essere pericoloso. - disse Max.
- D'accordo, ragazzi. Come volete. - rispose lo sceriffo. Probabilmente quel Frost era un alieno e lui sapeva che affrontare un alieno potenzialmente pericoloso era molto diverso dall'avere a che fare con un criminale comune.
"Ora sta tutto in Isabel" pensò Max. "Altrimenti dovremmo andare con lui a San Diego a rischio delle nostre vite".
- E allora che facciamo? - chiese Michael esasperato.
- Aspettiamo Isabel - rispose l'amico - lei sicuramente scoprirà qualcosa -
Quella stessa notte Isabel entrò nei sogni del ragazzo misterioso.
Le sembrò di essere ad una corte reale, anzi lo era. Lot era inginocchiato davanti al re e alla regina, seduti sui loro troni reali. Isabel non riconobbe i loro volti ma probabilmente quelle erano le sembianze antariane di Max e Tess.
- Io, Lot, giuro di essere sempre fedele al regno di Antar. E di servire e onorare il mio re e la mia regina per tutto il tempo che avrò vita -
Intanto un altro uomo, probabilmente Rath, si era mosso dal fianco del re e aveva preso una spada poggiata sopra un cuscino rosso.
- Questa spada è il simbolo delle lotte che dovrai affrontare in nome del tuo re. - stava dicendo Rath - Giura di non abbandonare mai la lotta e che se sarà necessario darai la tua stessa vita pur di proteggere il regno -
- Lo giuro, mio signore. - rispose Lot - Possa io abbattere tutti i miei nemici o morire in battaglia -
Isabel stava partecipando al giuramento di fedeltà del giovane capitano mentre fuori la folla invocava il nome del re a gran voce. Il popolo sembrava adorarlo. C'era un gran chiasso e la ragazza ne approffittò per andare a dare un occhiata.
Ma una volta affacciata non vide ciò che si aspettava. Fuori dal palazzo, la folla aveva smesso di gridare il nome del re e stava combattendo. C'erano morti dovunque. Il fuoco aveva invaso la città. Donne e bambini gridavano e scappavano mentre gli uomini combattevano. Lo stesso Lot era impegnato ad eliminare i suoi avversari.
Isabel tornò di nuovo dentro. Era terrorizzata. La scena dentro era cambiata. Ora sul trono non c'erano più il re e la regina ma un'altra coppia.
- Presto il regno sarà definitivamente nostro e il sangue finirà di scorrere, mia amata - stava dicendo l'uomo seduto al posto del re. Era Kivar. Rideva e beveva.
- Io non volevo questo - rispose la donna, Vilandra. - Non c'era un altro modo? Un modo un po' meno bellico? -
- Tuo fratello era un pessimo re. Lo so io e lo sai tu. Il popolo ha bisogno di un vero leader capace di occuparsi dei problemi che affligono il regno e non di se stesso - le ricordò l'amante.
- Sì lo so - sentenziò la principessa - lo so -
All'improvviso entrò un servitore.
- Mio signore - fece rivolto a Kivar.
- Avete catturato Zan? - chiese subito quest'ultimo.
- No, mio signore. Ci è sfuggito. Ma abbiamo preso lui. - Entrarono altri due uomini che trascinavano un prigioniero. Era Lot ed era ridotto molto male.
- Il mio caro capitano - fece Kivar. - Dov'è il tuo re? -
Lot non rispose ma sputò a terra in segno di disprezzo.
- Risposta sbagliata - Kivar sorrideva. - Se mi dici dove si nasconde ti risparmierò la vita? -
- Non fare l'eroe, stupido - lo ammonì Vilandra. - Dici dov'è. Non gli faremo del male. -
Lot sapeva che la principessa era sincera. D'altronde il re era suo fratello e nonostante il tradimento probabilmente gli voleva ancora bene. Certo lei non gli avrebbe fatto del male ma Kivar non sarebbe stato dello stesso avviso. Lo avrebbe ucciso. E avrebbe ucciso anche lui appena avesse rivelato quello che gli stava tanto a cuore.
- Uccidimi - fu la sua risposta.
- Stupido - replicò Kivar. - Lasciatelo - ordinò.
I due uomini lo lasciarono. Si alzò, prese una spada, andò verso di lui e gli fece una ferita di striscio sul ventre. Le braccia di Lot erano tenute ferme dai due uomini che lo avevano portato a cospetto del traditore. La ferità si unì a quelle già inferte e il capitano crollò a terra.
- Inginocchiati davanti al tuo nuovo re - continuò Kivar.
Lot sollevò la testa. Voleva alzarsi ma non ci riuscì. Kivar si mise a ridere perchè il suo prigioniero sembrava davvero inginocchiato ma sapeva che l'intenzione non era quella. Aveva comunque avuto ciò che voleva e trovare il re sarebbe stata solo una questione di tempo. Lo prese per il colletto e lo rimise in piedi. Lot non si reggeva ed era molto pesante da tenere su. Quindi Kivar la fece finita subito e lo infilzò con la spada. Poi tornò a sedersi.
- Quel bastardo mi ha sporcato - disse. - Portatelo via -
Mentre i due uomini portavano via il cadavere di Lot, Vilandra si alzò dal trono e si avviò verso le sue stanze. Detestava la vista del sangue ed era disgustata da come si stavano sviluppando i fatti. Sperava in un colpo di stato meno cruento.
- Dove vai? - le chiese Kivar.
- A dormire. Ho mal di testa. - rispose lei.
Isabel si svegliò. Il suo letto era bagnato. Aveva pianto.
Il giorno dopo i ragazzi si riunirono per scoprire che esito avesse dato l'incursione della ragazza nei sogni di Lot.
- Hai scoperto qualcosa? - chiese Max. Aveva visto la sorella con un aria strana e triste per tutto il giorno ma non aveva osato chiederle niente. Aveva preferito aspettare la riunione.
- Sono entrata nei suoi sogni e ho visto... - Isabel non riuscì a finire la frase. Aveva un nodo in gola per tutto quello che aveva visto. Non riusciva a crederci. - Ho visto... - Proprio non riusciva a parlare e alla fine disse solamente. - Max, possiamo fidarci di lui -
Tutti la guardarono. Aveva gli occhi lucidi. Stava per piangere.
- Cos'hai visto? - le chiese Alex.
- Ho visto la tragedia sul nostro pianeta. - La ragazza si era finalmente decisa a parlare. - Ho visto gli abitanti di Antar uccidersi tra loro. C'era morte e distruzione ovunque. Sangue. Era pieno di sangue. Poi ho visto.. - Non riuscì più a trattenere le lacrime.
Alex le si avvicinò e la abbracciò. - Con calma. Ora siediti. -
Ci vollero un paio di minuti prima che Isabel riuscisse a continuare il resoconto di quel macabro sogno.
- Kivar voleva sapere da lui dov'eri, Max. Ma lui non glielo ha detto. Si è fatto uccidere ma non ha parlato. E io... io potevo fermarlo ma non ho fatto nulla... -
- Non eri tu. Era un'altra vita. Ora sei diversa. - La consolò Alex.
- Quindi è dalla nostra parte - sentenziò Michael.
- Si - rispose l'aliena.
- Allora non ci resta che preparare le valigie - fece il ragazzo.
I giovani alieni salutarono gli amici umani. Lot aveva detto che avrebbero dovuto stare via per circa due settimane. Per fortuna era estate quindi un po' di tempo in campeggio non avrebbe destato sospetti. Non solo avrebbero partecipato al meeting ma sarebbero partiti il giorno dopo stesso per Antar. Avrebbero utilizzato il raggio trasportatore.
- Mi sembravate un po' dubbiosi. Cosa vi ha convinto? - chiese Lot a Max sull'aereo.
- Abbiamo pensato che se c'era una possibilità di fermare la guerra senza fare patti con Nicholas, avremmo dovuto coglierla al volo. - Max non gli disse di ciò che aveva fatto Isabel.
- Al meeting saranno presenti anche lord Kivar, lord Zoltar e la regina madre - gli disse Lot. - Lei non gradirà molto la vostra intenzione di ritornare sulla Terra. -
- Ormai la nostra vita è qui. Non sapremmo cosa fare su Antar. - Rispose Max.
- Lo so - fece Lot. Anche lui sarebbe tornato sulla Terra dopo l'incoronazione.
- Grazie - disse Max d'improvviso.
- Perchè? - gli chiese Lot stupito.
- Per quello che hai fatto per me su Antar - rispose Max.
- Ho fatto solo il mio dovere, vostra altezza - sorrise onorato Lot.
Il meeting si tenne di sabato pomeriggio in un locale di San Diego. Il locale era chiuso e il retro dava su un vicolo. Lot e i quattro reali entrarono da lì per non destare sospetti nel vicinato. All'interno era già presente Brody o almeno il suo corpo, dato che la sua mente era occupata da Larek.
- E' un piacere rivederti, amico mio - disse a Max vedendolo entrare.
- Ciao, Brody - fece Max. Poi si corresse. - Ehm volevo dire Larek -
Brody/Larek si mise a ridere per l'imbarazzo del re. Era molto più rilassato rispetto a New York. Anche lui sentiva che ormai la fine era vicina.
Lot aveva portato con sè uno zaino da cui estrasse due pietre gialle e le poggiò su un tavolo lungo da otto posti. Ne mise uno a capotavola e uno in un posto vicino al capotavola.
- Max, tu siediti qui - e gli indicò il posto a capotavola opposto a dove stava la pietra gialla. - Voi invece sedetevi al suo fianco - e sistemò Tess, Isabel e Michael in modo da essere opposti all'altra pietra gialla -
- Cosa sono quelle pietre? - si informò Michael.
- Comunicatori - rispose Lot. - E in questo modo che Lord Zoltar e la regina madre si uniranno a noi -
- Come quella che abbiamo utilizzato nella grotta? - chiese Isabel.
Lot aveva visto in sogno che i ragazzi avevano già parlato con la regina madre.
- Quello era un ologramma registrato. Con questi invece le persone appaiono in diretta. - Aveva imparato molte espressioni terrestri tramite la tv.
Così tutti si sedettero nei posti indicati. Larek si mise affianco a Lot lasciando libero il posto sull'altro fianco e contrassegnato con la pietra gialla.
Ora bisognava solo aspettare i due ospiti mancanti che non tardarono ad arrivare.
Due luci gialle apparirono sopra le sedie rimaste vuote. Dopo un paio di secondi si tramutarono in persone. Max e gli altri avevano già riconosciuto la donna: era la regina madre. Con lei comparve anche un ragazzo sulla trentina. Aveva capelli lunghi castani e gli occhi neri. Era Zoltar.
- Figli miei - disse la donna vedendo Max e Isabel.
- Mamma - disse tremolante ed emozionata Isabel.
- Figli miei, è da lungo tempo che desideravo vedervi. Non sapete la gioia che mi date in questo momento. Non vedo l'ora di potervi riabbracciare e riavervi sempre con me - continuò la regina madre.
Max guardò Lot come per dire "Per sempre?". L'ex capitano fece segno di no. Lei non era ancora stata informata sulla decisione dei ragazzi di tornare sulla Terra.
- Anch'io, mamma - rispose Isabel. La ragazza era desiderosa di riabbracciarla.
- Vilandra, piccola mia. Tu che mi hai dato tante pene - iniziò la donna.
- Mi dispiace - Isabel voleva scusarsi.
- E' tutto passato, figlia mia - la interruppe la madre - Ora sei di nuovo affianco a tuo fratello -
- Scusate se vi interrompo - fece Zoltar. - Avrete tanto tempo per parlare. Ora direi che è il momento di agire e di chiudere una volta per tutte questa storia -
- Esattamente - iniziò Lot. - Punto primo: Zan, Ava, Vilandra e Rath accettate di riunificare i vostri eserciti e i vostri seguaci per farli diventare una cosa sola? -
- Accettiamo - risposero i quattro.
- Zan, accetti di abdicare in mio favore e mi accetti come tuo nuovo re? - chiese Zoltar al cugino.
- Accetto - rispose Max.
- Oh figlio mio - disse la regina madre - Avrei voluto che ci fosse un'altra soluzione -
- Lord Larek - continuò Lot - accetti di appoggiarci in questa lotta? -
- Se Zoltar farà tornare la pace sulla federazione, è mia gioia accettare l'alleanza tra il mio pianeta e Antar - rispose Larek.
- La pace tornerà. Promesso - giurò Zoltar.
- Bene direi che non c'è altro da dire a questo punto - concluse Lot. - Max, vuoi aggiungere qualcosa? -
Max lo guardò ignaro di ciò che volesse dire poi quando Lot fece segno di si con la testa capì.
- Noi... - iniziò - noi vorremmo tornare a casa dopo l'incoronazione? -
- A casa? Ma state per tornare a casa? - fece la regina madre ignara di ciò che volesse dire il ragazzo.
- Casa nostra è la Terra - disse Michael.
La regina madre era incredula.
- Mamma, noi ti vogliamo bene - la consolò Isabel. - Ma la nostra vita ormai è qui -
La regina madre scomparì. I ragazzi si guardarono tra loro. Non capivano più nulla.
- Che succede? - chiese Tess.
- Nulla. Deve solo assorbire il colpo - rispose Lot.
- E ora che si fa? - domandò Michael.
- Ora voi comunicherete telepaticamente con i vostri seguaci e comunicherete loro le decisioni appena prese - spiegò Lot.
- Vado a preparare il mio esercito - disse Larek. Si alzò e lasciò il locale.
- Vado anch'io - fece Zoltar e sparì.
- Max, sono preoccupata per la mamma - Isabel era sincera.
- Vostra madre è a Roswell. Non possiamo chiedervi più del necessario - disse Lot.
Prese dallo zaino altre pietre ma stavolta erano rosse. Quattro. E li mise davanti a loro.
Prese altretanti fogli di carta e li distribuì.
- Mettete le mani sulle pietre. Concentratevi. E leggete questo - disse.
Ubbidirono.
- Abitanti di Antar. Sono consapevole che avete sofferto molto ma la fine delle vostre sofferenza è vicina. E' vero, fin'ora ho preso molte decisioni sbagliate. Decisioni di cui mi sono pentito/a e che voi avete subito in prima persona. Davanti a questo regno di confusione avete pensato che Kivar fosse la soluzione migliore. Ma non è così. Lui non è e non può essere una soluzione. Ecco perchè vi dico riunitevi sotto una sola cosa e siate padroni di voi stessi. - Questo fu il discorso letto all'unisono da Max, Michael, Isabel e Tess.
I ragazzi potevano sentire nelle loro orecchie gli abitanti di Antar gridare i loro nomi. Ma sentirono anche un'altra voce.
- E sareste voi regnanti decaduti la soluzione? - disse Kivar ridendo.
Anche Lot sentiva tutto e a bassa voce invocò - Zoltar, Zoltar, Zoltar -
I quattro ragazzi lo seguirono e piano piano l'entusiasmo fu generale. Tutti invocavano Zoltar.
Ormai il grosso era stato fatto. Il popolo aveva approvato il nuovo re. Gli ultimi seguaci di Kivar sarebbero stati presto sconfitti.
Quella notte Max telefonò a Liz.
- Domani partiamo - le disse.
- Tornerete? - chiese lei preoccupata.
- A costo di rubare un astronave, tornerò da te. Te lo prometto - giurò lui.
- Non scherzare. Com'è andata il meeting? - gli chiese Liz.
- Molto bene. Il popolo era entusiasta del nuovo re - rispose Max. - Però nostra madre non ha preso bene la decisione di tornare sulla Terra -
- E' vostra madre, per lei non sarà facile - disse la ragazza.
- La mia vita è con te, Liz. Niente ci può separare - sentenziò l'alieno.
Nello stesso momento anche Michael e Maria erano al telefono.
- Partiamo domani - le stava dicendo il ragazzo.
- Non è che ti innamorerai di qualche ragazza antariana e deciderai di non tornare? - Nemmeno Maria sapeva se era seria o scherzasse.
- No, bambina. Dopo tutto il casino che è successo tra noi ho imparato la lezione - rispose Michael.
- E che lezione sarebbe? - chiese lei.
- Che ti amo - rispose l'alieno facendola piangere.
Isabel fece di meglio. Entrò nel sogno di Alex. Era lo stesso sogno che aveva fatto quando scoprì che era innamorata di lei. Solo che ora lui era seduto e l'altra Isabel non c'era.
- Ma che succede? - si chiese la ragazza.
Alex era seduto e triste ma si voltò quando la sentì.
- Isabel - disse andandole incontro.
- Alex - rispose lei.
Il ragazzo la baciò sulla guancia. - Ti stavo aspettando - Poi rivolto al palco - Musica prego -
I due giovani si misero a ballare e per una volta Isabel viveva l'emozione in prima serata nel sogno dell'amato. Ma non sembrava un sogno. Era tutto così reale. Ed Isabel era felice.
- Tornerò, Alex - disse la ragazza.
- Lo so, Isabel - rispose lui - lo so. -
Kyle e Tess non si sentirono quella notte. Lei si era accorta solo ora dell'enorme sbaglio che aveva fatto nel non mettersi col ragazzo. Troppo fissata con Antar. Ora guardava la foto dell'amico con grande tristezza.
Anche Kyle pensava a lei guardando una sua foto. D'un tratto si immaginò a baciarla. Proprio in quel momento lei mise una mano sulla bocca come se quel bacio l'avesse ricevuto veramente.
Il resto fu storia breve.
I ragazzi arrivarono su Antar e furono subito accompagnati al palazzo reale. Durante il cammino c'era sangue e incendi ovunque. Ma tutti si stavano già dando da fare per portare via i cadaveri e per spegnere il fuoco. Vedendo i quattro reali passare, la gente non li riconobbe. Erano molto diversi dalla loro versione antariana. Ma i ragazzi notarono di essere odiati da molti. C'era chi dava le colpe della guerra alla principessa traditrice e chi le dava al re incapace.
Infine arrivarono al palazzo reale dove Zoltar li accolse con un annuncio.
- Gli ultimi ribelli sono morti o in prigione - disse ai nuovi arrivati.
- E Kivar? - chiese Isabel. Sentiva che con lui era un questione personale.
- E' in prigione. La sua esecuzione sarà domani - rispose Zoltar.
- Quindi noi dobbiamo solo guardarci questa esecuzione e il tuo incoronamento - notò Michael.
- Esatto - rispose Lot.
E così fu. Il giorno dopo assistettero all'esecuzione di Kivar. Lot invitò Isabel a non parteciparvi se non se la sentiva ma la ragazza rispose che sarebbe stato un vero piacere guardare quel bastardo crepare. E Kivar era un uomo molto affascinante come aveva già visto nel sogno di Lot.
L'incoronazione fu un momento emozionante durante la quale Max fece un discorso di abdicazione. Quando i sudditi capirono che quel ragazzino era il loro ex re, ci furono molti fischi.
Poi come promesso Lot li riportò a casa dove realizzarono i loro sogni di condurre delle vite normali assieme alle persone a cui volevano bene.
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